Si va al referendum. Tutti a votare il 12 e il 13 Giugno

1 06 2011

Dopo aver perso tutto il perdibile, dopo aver perso Milano, Napoli e perfino Trieste, il caro Berlusconi perde anche la sua sfida personale contro il referendum.

Il tentativo del governo di cancellare il quesito sul ritorno all’energia atomica è stato bocciato oggi, 1 Giugno 2011, dalla Cassazione.  La richiesta di abrogazione rimane la stessa, ma invece di applicarsi alla precedente legge si applicherà  alle nuove norme sulla produzione di energia nucleare. La decisione è stata presa a maggioranza dal collegio dell’Ufficio Centrale per il referendum della Cassazione, che ha accolto le istanze del Pd e dell’Idv.

Si va a votare quindi! Siamo chiamati a esprimere il nostro giudizio su 4 quesiti: 2 riguardano la privatizzazione dell’acqua, uno il nucleare, per l’appunto, e l’ultimo il legittimo impedimento. Siamo tutti chiamati a dire che vogliamo che l’acqua rimanga un bene pubblico, che vogliamo investire sulle energie rinnovabili e che non vogliamo il nucleare in Italia e, non meno importante, siamo chiamati a chiedere  Giustizia uguale per tutti, anche per il Presidente del Consiglio.

Quindi diciamo 4 volte sì. Sì, sì, sì e sì. Diciamo sì per dire no. Qualcosa sta cambiando… facciamoci promotori di questo cambiamento!!!

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Vivere proiettati verso il futuro non aiuta a vivere il presente

12 05 2011

Mi rendo conto che molti di noi non vivono  pienamente il presente ma lo vivono solo ed esclusivamente in relazione al futuro. Comportandosi in questo modo, vivono pienamente solo 1/5 della loro vita.

Un paio di esempi pratici? Pensiamo a quando organizziamo una festa, che essa possa essere un pranzo, un compleanno o una festività poco cambia.  Siamo così in ansia a pensare a quello che si dovrà cucinare, agli invitati, alla casa in ordine, che non riusciamo a vivere serenamente i giorni che precedono l’evento. Esempio sul campo: mia sorella si è sposata poco più di una settimana fa. A casa mia si è scatenato il caos. Ma non quel caos positivo, quella gioia, quell’attesa, quell’allegria e quella giusta tensione che precede un evento del genere; ogni piccolo problema, ogni piccolo imprevisto, si trasformava in una tragedia familiare. E questo perché il giorno del matrimonio tutto doveva essere perfetto, nulla doveva andare storto. Ovviamente poi quel giorno non tutto è andato come doveva andare ma non è importato niente a nessuno. Io cercavo di stabilire la calma e il giusto ordine e di trasmettere sicurezza e tranquilità ma, tranne che in rare occasioni, non credo di esserci riuscita. Risultato: il giorno del matrimonio è stato bellissimo ma, a fronte di ciò, circa 4 persone hanno vissuto una settimana infernale.

Pensiamo invece, cambiando totalmente campo, a chi vive gli eventi attraverso l’obiettivo della macchina fotografica o della videocamera: escludendo i professionisti, coloro che guadagnano qualcosa dagli scatti o dalle riprese video, ovviamente. Anche qui, esempio pratico: una mia cara amica segue, ogni anno, tantissimi concerti. Mi è capitato di andare con lei a un paio di questi: una tortura!!! Passa tutto il tempo a fotografare e a fare video, impedendomi anche, in qualche caso, di cantare le canzoni (le rovinerei il video!!!), redarguendomi ogni volta che canto o mi muovo. Pagare un biglietto per andare a un concerto e vederlo attraverso l’obiettivo e dover stare immobili per non rovinare il video? Quanto di più deprimente possibile. Può, il piacere di rivedere le foto o il video della serata, giustificare il fatto di non aver vissuto al 100% la serata stessa? A mio giudizio, no.

Per gli ossessionati dalla macchina fotografica quello che ho appena scritto sembrerà un’eresia… aspetto di essere smentita! Per carità, a me piace tantissimo fotografare e anche io ho la fissa della fotografia però secondo me ci deve essere un momento giusto per ogni cosa.

Non sono una fanatica dell’hic et nunc ma credo che, come in ogni cosa, in medium stat virtus (concedetemi queste reminescenze da liceo scientifico).

Anche io ho commesso l’errore, in passato, di pensare troppo al futuro e poco al presente. Risultato? Rimpiango molti dei momenti perduti. Per vivere bene il futuro, dobbiamo avere un passato da raccontare. Il presente è la linea di confine tra passato e futuro, dura solo un attimo; appena passato, dura un’eternità, prima di averlo vissuto dura tutta una vita. So che è un pensiero contorto ma dopotutto è molto semplice. Il presente è il nostro passato e allo stesso tempo il nostro futuro. Viviamolo come si deve.





Il disastro di Fukushima (e l’esperienza che non insegna nulla…)

16 03 2011

Ho cominciato a scrivere qualcosa sulla tremenda situazione Giapponese appena ieri. Oggi  le cose che ho scritto hanno già perso il loro valore… le ho cancellate.

Oggi, 15 marzo 2011,  un altro reattore di Fukushima è scoppiato, provocando una fuoriuscita radioattiva che ne ha fatto salire il livello.  Oggi, il livello di gravità degli incidenti nuclerari è stato innalzato da 4 a 6, su un massimo di 7. Il Premier ha finalmente dato l’allarme,  chiedendo agli abitanti che si trovano nel giro di 30 km di stare a casa e sgombrando tutti i residenti all’interno dei 20 Km. Fino a ieri si escludeva una possibile nuova Chernobyl, oggi invece si teme proprio quella. Il nocciolo è ancora integro ma l’unica protezione rimasta, resta una sola struttura in acciaio. Deve essere raffreddata in modo costante e continuo. Basta una temperatura troppo alta e il vapore tornerà a premere su questo scafandro. Ma se salta è davvero la fine.

Come se tutto ciò non bastasse, la Borsa a Tokio è crollata del -10,5%. Un disastro. Umano, ambientale, sociale, economico.

Oggi leggevo le notizie e il cuore ha cominciato a battere all’impazzata, ho cominciato a deglutire male, a sentire gli occhi lucidi.

Solo pochi giorni fa si pensava che la tragedia fosse stato lo Tzunami. Forse lo tzunami, invece, è stato solo l’inizio.  Non credo che, ad oggi, i danni non siano gravissimi. Ma ciò che penso è che, forse, il peggio deve ancora venire. E se pensiamo a tutti i morti, a tutta la distruzione, a tutta la tragedia… Non ci sono parole per spiegare.

Credo che il mio post di oggi sia veramente misero, qualitativamente parlando. Non esprimo una mia opinione, non riesco neppure a raccontare bene i fatti… una pessima giornalista. Il fatto è che sto male al solo pensiero di tutto ciò che sta succedendo e non riesco a scrivere diversamente da come sto facendo e forse non mi interessa neppure tanto farlo.

Ciò che voglio scrivere, e che mi ha scioccato pesantemente oggi, è che in Italia, dopo tutto quello che sta succedendo, si pensa ancora al nucleare e si fanno affermazioni del tipo quelle fatte dalla Prestigiacomo: ”il programma nucleare va avanti’. ‘Noi siamo molto sereni e convinti di avere fatto una scelta consapevole e giusta. Peraltro le centrali che noi abbiamo programmato nel nostro Paese sono modernissime, di generazione completamente diverse da quelle del Giappone, con sistema di sicurezza enormemente superiori”. Oppure ci sono affermazioni incommentabili di chi anni fa è stato addirittura alla guida di Legambiente, Chicco Testa (ora presidente del Forum nucleare italiano): “Non dico che il nucleare è ultrasicuro… Ma i sistemi di sicurezza sono tali da prevenire incidenti”.
Mi viene da vomitare. Non è qualcosa di virtuale, è fisico. Per la prima volta in vita mia sento che il mio corpo si ribella a ciò che legge e tanto è lo schifo che provo che il senso di vomito aumenta, aumenta, aumenta.

Mi viene da piangere, mi viene da urlare, vorrei fare qualcosa, vorrei fare qualcosa contro lo schifo che c’è, contro le incoerenze, contro gli interessi economici che portano a conseguenze disastrose.

Non posso fare nulla e questo senso di impotenza mi distrugge.

Vodafone oggi mi ha informato che posso donare 2 euro al Giappone. Sicuramente lo farò, farò anche di più, ma… servirà a qualcosa? Sicuramente sì. Ma io mi sento inutile lo stesso.

Aspettiamo ancora il 21 dicembre 2012? Ma guardiamoci, guardiamo cosa succede e capiamo che non dobbiamo vivere nella paura di un improbabile futuro ma di un pesantissimo presente.





Il discorso di Calamandrei sulla scuola pubblica (quando un discorso del 1950 improvvisamente diventa attuale…)

1 03 2011

Berlusconi ne ha sparata un’altra, stavolta sulla scuola pubblica. Sostiene che gli insegnanti della scuola pubblica insegnino valori che vanno contro la famiglia… cosa glielo fa credere, non è noto ai più.  Berlusconi in particolare si è scagliato contro la scuola pubblica, rivendicando la libertà di iscrivere i figli in altri istituti, visto che in quelli di Stato «gli insegnanti inculcano idee diverse da quelle che vengono trasmesse nelle famiglie».

Questo governo è stato quello che più ha valorizzato la scuola privata e che più ha indebolito la scuola pubblica… quale può essere l’interesse di Berlusconi in tutto ciò? Che interesse può avere nel promuovere l’ignoranza? A questo quesito risponde perfettamente un discorso pronunciato da Piero Calamandrei (giornalista, giurista, politico e docente universitario) al III congresso dell’Associazione a difesa della scuola Nazionale, tenutosi a Roma l’11 febbraio 1950. Il discorso è stato pubblicato dalla rivista “Scuola democratica” il 20 marzo 1950. Un articolo che tutti dovrebbero leggere, un discorso che tutti dovrebbero ascoltare… Ecco a voi, sperando possa esservi d’aiuto, possa aiutarvi a riflettere e a trovare le risposte che cercate:

Piero Calamandrei

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli, ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.”

Spero che questo articolo vi abbia dato alcune risposte. O, almeno, vi abbia insinuato un dubbio e vi abbia spinto a farvi qualche domanda…





L’importanza sociologica del Grande Fratello & Co.

3 02 2011

Qualche tempo fa mi è capitato di fare un po’ di zapping. Ciò che ne ho ricavato è stato un profondo accrescimento culturale e conoscitivo del mondo in cui viviamo.

Mi spiego meglio: quando mia madre mi vede guardicchiare il Grande Fratello e mi dice: “ma non ti vergogni”? Io le rispondo, sinceramente: “mamma, è importante guardare certe cose a livello sociologico”. Cosa vuol dire ciò? Vuol dire che la nostra tv, i programmi che ci propinano, in un certo modo sono lo specchio di un Paese, di una società, del nostro tempo storico. Se accendo la tv e mi trovo davanti una scena del Grande Fratello in cui c’è una concorrente che tenta, in tutti i modi, di piangere, fingendo di commuoversi alla vista di un video di sua figlia, e ulra, strepita, si strappa i capelli, urla a gran voce il nome di sua figlia dicendole: “ti amo amore!!!!” (mi chiedo quante madri in giro dicano alla propria figlia “ti amo” ma questa è una cosa che può essere anche soggettiva…); e se poi penso che la presentatrice e gli altri protagonisti della casa, invece che insultarla perché finge sapendo di mentire e tenta di provocarsi lacrime che nemmeno con percosse le uscirebbero, tentano di consolarla… bé, mi rendo conto di una cosa: o è uno scherzo, oppure siamo tutti facenti parte di un circo e cerchiamo di farci ridere a vicenda. Non c’è altra soluzione.

Per non parlare poi del padre di un concorrente che, dopo averlo abbandonato quando lui era solo un bambino, si rifà vivo attraverso una lettera al Grande Fratello, per tentare di ricucire i rapporti con il figlio perduto e per fargli sapere che è molto orgoglioso del figlio. E ciò che è peggio è  la reazione del ragazzo che, invece di ridere sopra una porcata del genere e di mandare il padre a quel paese, è contento e piange al sentir leggere quella lettera. Ovviamente nella realtà questo non sarebbe mai accaduto, siamo dentro una fiction, è tutto uno scherzo, non posso pensare che tutto ciò sia vero.

Allora mi dico… vabbé, il Grande Fratello è un programma che… si sa, è così. Cambiamo canale, va.

Mtv, Paris Hilton a pieno schermo. Anche questo un  reality (di cui ignoro il nome).  Anche qui dei concorrenti. L’obiettivo di questi concorrenti è diventare il consigliere personale o amico intimo di Paris e, per dimostrare che lo possono essere, devono stare tutto il giorno a contatto con la piccola bambola Paris, una bambola che è programmata per parlare e comportarsi come Paris. I concorrenti devono farla ridere, divertire, devono portarla a spasso e vestirla. Fanno gare di ogni tipo e Paris a ogni mance decide chi non è degno della sua amicizia.

Ok, è solo un secondo tentativo dopotutto… Cambio canale.

Italia 1, sera. Programma di Papi in prima serata (mi pare si chiami Las Vegas). A parte la volgarità insita in tutti i programmi di Papi, passiamo ai fatti. La bella e suadente valletta comincia a sculettare seminuda. Nulla di nuovo, se non fosse che le si affianca un cartone animato. Avete letto bene. Balla – sculetta, per la precisione – di fronte a un personaggio inesistente, un cartone animato. E lei sembra pure divertita. Beato il cartone, che dopo lo stacchetto non dovrà più vedere cose del genere. Ma a che punto si può arrivare per un minimo di notorietà, mi chiedo?

Cambiamo per l’ultima volta canale.

Canale 5, Uomini e Donne. Sono abituata a vedere modelle e modelli far finta di andare al programma della De Filippi perché cercano disperatamente l’anima gemella ma ancora non avevo avuto modo di vedere anziane donne e anziani uomini far lo stesso. Per non parlare dello stacchetto a ritmo di house, con protagonista “Angela, la favolosa cubista” (direttamente da “Italian’s got Talent”), in calze a rete, stivaloni fino al ginocchio, culotte nere, occhiali neri e sculettamenti di contorno vari ed eventuali. Pensavo che almeno gli anziani fossero intoccabili, che almeno loro avessero ancora una loro dignità e che fossero rimasti fuori dallo schifo che ci propina ogni giorno la tv. Pensavo che la tv fosse lo specchio solo di chi stiamo diventando, ma se in tv ci vanno anche i settantenni… comincio a perdere ogni speranza.

Una tv senza valori è un Paese senza valori. Lo schifo che si vede in tv è lo specchio di ciò che c’è in giro. Non ci stupiamo poi, se chi ci governa e chi ha la maggioranza è un Presidente del Consiglio che ha, come unico valore, il suo divertimento e il suo godimento personale.

Per questo in tv mi limito solo a guardare film e programmi politici. Cerco di mantenere una mia dignità, anche in quello che vedo. Se guardo altro, lo faccio solo a livello “sociologico”, appunto. E’ importante, secondo me, capire come sta diventando il mondo.

Io però, me ne dissocio.

Una sola parola per tutto lo schifo che c’è in giro: blea.





Il peggio di Berlusconi (quello che non avete visto e quello che vi sareste persi volentieri…)

25 01 2011

Per chi non guarda molto spesso la tv e i programmi di informazione politica, per chi è curioso di sentire gli sfoghi (perché di questo si tratta) di Berlusconi fatti in diretta tv, per chi si chiede da chi siamo governati… inutile scrivere qualcosa, su Berlusconi si è scritto, si scrive e si parla tanto, forse troppo.

Per tutti voi, ho raccolto i video delle recenti telefonate che Berlusconi ha fatto a programmi quali Ballarò e L’Infedele. Ascoltate le sue parole, apprezzate il suo “savoir faire” e fatevi un’opinione (qualora non l’abbiate già) su chi ci governa.

Ecco a voi i video che avreste voluto vedere e quelli che avreste fatto volentieri a meno di vedere:

Video 1: telefonata di Berlusconi a Ballarò, rai 3 (1 Giugno 2010):

Video 2: seconda telefonata di Berlusconi a Ballarò, rai 3 (23 Novembre 2010):

Video 3: telefonata a “L’infedele” di Gad Lerner, la7 (25 gennaio 2011):

… e questo è solo un assaggio di ciò che è il nostro Presidente.  Io ne ho già fatto indigestione (del Presidente),  attendo l’arrivo, sul mercato, di un buon digestivo. Speriamo ce ne siano…





Salutiamo il passato, abbracciamo il presente, strizziamo l’occhio al futuro

11 01 2011

Siamo ampiamente entrati nel 2011. Scusate il ritardo con cui scrivo ma ho avuto molto da fare, tra cui cercare di digerire l’enorme quantità di cibo ingerita durante le feste :). E’ un’attività che richiede molto tempo e tanta buona volontà, sapete? Non è mica da tutti!

Detto ciò, mi viene da pensare a quello che ho vissuto nel 2010, alle ricorrenze che sono passate, ai giorni belli e a quelli brutti. Per esempio, la macchina di mia madre ha compiuto un anno di vita. Ci pensavo oggi mentre la guidavo e ho pensato di rendervi partecipi, sono sempre bei momenti da condividere con gli amici :).

Per un altro esempio (so che non si può dire ma lo dico) sono passati 3 anni da quando è morto mio padre. Ci ho pensato e l’ho scritto, pensate forse che non avrei dovuto? Questo argomento è per me un tabù ma dopotutto credo che dovrò superarlo in qualche modo. Magari non qui, non oggi, non domani ma… prima o poi… un giorno… chissà.

Per esempio, il pc dal quale vi scrivo ha compiuto 4 anni. Ciò vuol dire che io sono laureata da 4 anni. La cosa bella è che se dovessi pensare a quando mi sono laureata probabilmente risalirei con molta difficoltà all’anno in cui ciò è avvenuto; tuttavia riesco perfettamente e senza sforzi a ricordare esattamente quando ho comprato il pc, come e perché (senza di esso non avrei potuto scrivere la tesi…).

Per esempio, è stato il mio primo anno con il motorino: una conquista che aspettavo da tempo, forse, da quando ero ancora in fasce :).

Per esempio, è stato l’anno in cui ho fatto nascere il mio blog: anche se tecnicamente l’ho creato nel 2009 (per puro gioco e in segno di sfida verso alcune mie colleghe super extra tecnologiche) praticamente l’ho reso vivo agli inizi del 2010 quando, disoccupata e disperata, ho cominciato a riempire questo spazio di pensieri. E mi trovo oggi, occupata, ad averci preso tanto di quel gusto da voler riempire ancora e ancora questo spazio, a volerlo riempire di contenuti, di pensieri, di riflessioni.

Per esempio, è l’anno in cui il mio blog ha ricevuto 3.500 visite. WordPress mi ha inviato una mail e mi ha fatto i complimenti che io ho accettato più che volentieri :).

Un altro anno è passato, un altro è arrivato, un altro arriverà. Dove sta la novità? La novità sta nel riempirlo di contenuti, di vita, di esperienze, di emozioni, di suggestioni.

Certo che se aspettiamo che quest’anno “sia tre volte Natale e festa tutto il giorno”,  che “ogni Cristo scenda dalla croce” e  che “anche gli uccelli facciano ritorno” abbiamo di che aspettare.

Dopotutto, “L’anno che sta arrivando tra un anno passerà”.
Io mi sto preparando è questa la novità.
Buon 2011 di cuore a tutti voi!
Vostra,
Millecose 🙂







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