Mi rendo conto che molti di noi non vivono pienamente il presente ma lo vivono solo ed esclusivamente in relazione al futuro. Comportandosi in questo modo, vivono pienamente solo 1/5 della loro vita.
Un paio di esempi pratici? Pensiamo a quando organizziamo una festa, che essa possa essere un pranzo, un compleanno o una festività poco cambia. Siamo così in ansia a pensare a quello che si dovrà cucinare, agli invitati, alla casa in ordine, che non riusciamo a vivere serenamente i giorni che precedono l’evento. Esempio sul campo: mia sorella si è sposata poco più di una settimana fa. A casa mia si è scatenato il caos. Ma non quel caos positivo, quella gioia, quell’attesa, quell’allegria e quella giusta tensione che precede un evento del genere; ogni piccolo problema, ogni piccolo imprevisto, si trasformava in una tragedia familiare. E questo perché il giorno del matrimonio tutto doveva essere perfetto, nulla doveva andare storto. Ovviamente poi quel giorno non tutto è andato come doveva andare ma non è importato niente a nessuno. Io cercavo di stabilire la calma e il giusto ordine e di trasmettere sicurezza e tranquilità ma, tranne che in rare occasioni, non credo di esserci riuscita. Risultato: il giorno del matrimonio è stato bellissimo ma, a fronte di ciò, circa 4 persone hanno vissuto una settimana infernale.
Pensiamo invece, cambiando totalmente campo, a chi vive gli eventi attraverso l’obiettivo della macchina fotografica o della videocamera: escludendo i professionisti, coloro che guadagnano qualcosa dagli scatti o dalle riprese video, ovviamente. Anche qui, esempio pratico: una mia cara amica segue, ogni anno, tantissimi concerti. Mi è capitato di andare con lei a un paio di questi: una tortura!!! Passa tutto il tempo a fotografare e a fare video, impedendomi anche, in qualche caso, di cantare le canzoni (le rovinerei il video!!!), redarguendomi ogni volta che canto o mi muovo. Pagare un biglietto per andare a un concerto e vederlo attraverso l’obiettivo e dover stare immobili per non rovinare il video? Quanto di più deprimente possibile. Può, il piacere di rivedere le foto o il video della serata, giustificare il fatto di non aver vissuto al 100% la serata stessa? A mio giudizio, no.
Per gli ossessionati dalla macchina fotografica quello che ho appena scritto sembrerà un’eresia… aspetto di essere smentita! Per carità, a me piace tantissimo fotografare e anche io ho la fissa della fotografia però secondo me ci deve essere un momento giusto per ogni cosa.
Non sono una fanatrice dell’hic et nunc ma credo che, come in ogni cosa, in medium stat virtus (concedetemi queste reminescenze da liceo scientifico).
Anche io ho commesso l’errore, in passato, di pensare troppo al futuro e poco al presente. Risultato? Rimpiango molti dei momenti perduti. Per vivere bene il futuro, dobbiamo avere un passato da raccontare. Il presente è la linea di confine tra passato e futuro, dura solo un attimo; appena passato, dura un’eternità, prima di averlo vissuto dura tutta una vita. So che è un pensiero contorto ma dopotutto è molto semplice. Il presente è il nostro passato e allo stesso tempo il nostro futuro. Viviamolo come si deve.