Qualche tempo fa mi è capitato di fare un po’ di zapping. Ciò che ne ho ricavato è stato un profondo accrescimento culturale e conoscitivo del mondo in cui viviamo.
Mi spiego meglio: quando mia madre mi vede guardicchiare il Grande Fratello e mi dice: “ma non ti vergogni”? Io le rispondo, sinceramente: “mamma, è importante guardare certe cose a livello sociologico”. Cosa vuol dire ciò? Vuol dire che la nostra tv, i programmi che ci propinano, in un certo modo sono lo specchio di un Paese, di una società, del nostro tempo storico. Se accendo la tv e mi trovo davanti una scena del Grande Fratello in cui c’è una concorrente che tenta, in tutti i modi, di piangere, fingendo di commuoversi alla vista di un video di sua figlia, e ulra, strepita, si strappa i capelli, urla a gran voce il nome di sua figlia dicendole: “ti amo amore!!!!” (mi chiedo quante madri in giro dicano alla propria figlia “ti amo” ma questa è una cosa che può essere anche soggettiva…); e se poi penso che la presentatrice e gli altri protagonisti della casa, invece che insultarla perché finge sapendo di mentire e tenta di provocarsi lacrime che nemmeno con percosse le uscirebbero, tentano di consolarla… bé, mi rendo conto di una cosa: o è uno scherzo, oppure siamo tutti facenti parte di un circo e cerchiamo di farci ridere a vicenda. Non c’è altra soluzione.
Per non parlare poi del padre di un concorrente che, dopo averlo abbandonato quando lui era solo un bambino, si rifà vivo attraverso una lettera al Grande Fratello, per tentare di ricucire i rapporti con il figlio perduto e per fargli sapere che è molto orgoglioso del figlio. E ciò che è peggio è la reazione del ragazzo che, invece di ridere sopra una porcata del genere e di mandare il padre a quel paese, è contento e piange al sentir leggere quella lettera. Ovviamente nella realtà questo non sarebbe mai accaduto, siamo dentro una fiction, è tutto uno scherzo, non posso pensare che tutto ciò sia vero.
Allora mi dico… vabbé, il Grande Fratello è un programma che… si sa, è così. Cambiamo canale, va.
Mtv, Paris Hilton a pieno schermo. Anche questo un reality (di cui ignoro il nome). Anche qui dei concorrenti. L’obiettivo di questi concorrenti è diventare il consigliere personale o amico intimo di Paris e, per dimostrare che lo possono essere, devono stare tutto il giorno a contatto con la piccola bambola Paris, una bambola che è programmata per parlare e comportarsi come Paris. I concorrenti devono farla ridere, divertire, devono portarla a spasso e vestirla. Fanno gare di ogni tipo e Paris a ogni mance decide chi non è degno della sua amicizia.
Ok, è solo un secondo tentativo dopotutto… Cambio canale.
Italia 1, sera. Programma di Papi in prima serata (mi pare si chiami Las Vegas). A parte la volgarità insita in tutti i programmi di Papi, passiamo ai fatti. La bella e suadente valletta comincia a sculettare seminuda. Nulla di nuovo, se non fosse che le si affianca un cartone animato. Avete letto bene. Balla – sculetta, per la precisione – di fronte a un personaggio inesistente, un cartone animato. E lei sembra pure divertita. Beato il cartone, che dopo lo stacchetto non dovrà più vedere cose del genere. Ma a che punto si può arrivare per un minimo di notorietà, mi chiedo?
Cambiamo per l’ultima volta canale.
Canale 5, Uomini e Donne. Sono abituata a vedere modelle e modelli far finta di andare al programma della De Filippi perché cercano disperatamente l’anima gemella ma ancora non avevo avuto modo di vedere anziane donne e anziani uomini far lo stesso. Per non parlare dello stacchetto a ritmo di house, con protagonista “Angela, la favolosa cubista” (direttamente da “Italian’s got Talent”), in calze a rete, stivaloni fino al ginocchio, culotte nere, occhiali neri e sculettamenti di contorno vari ed eventuali. Pensavo che almeno gli anziani fossero intoccabili, che almeno loro avessero ancora una loro dignità e che fossero rimasti fuori dallo schifo che ci propina ogni giorno la tv. Pensavo che la tv fosse lo specchio solo di chi stiamo diventando, ma se in tv ci vanno anche i settantenni… comincio a perdere ogni speranza.
Una tv senza valori è un Paese senza valori. Lo schifo che si vede in tv è lo specchio di ciò che c’è in giro. Non ci stupiamo poi, se chi ci governa e chi ha la maggioranza è un Presidente del Consiglio che ha, come unico valore, il suo divertimento e il suo godimento personale.
Per questo in tv mi limito solo a guardare film e programmi politici. Cerco di mantenere una mia dignità, anche in quello che vedo. Se guardo altro, lo faccio solo a livello “sociologico”, appunto. E’ importante, secondo me, capire come sta diventando il mondo.
Io però, me ne dissocio.
Una sola parola per tutto lo schifo che c’è in giro: blea.